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Le cause dell’umidità

Le cause di umidità e muffa negli appartamenti (ma anche nei locali commerciali) si dividono in due grandi gruppi: difetti strutturali di costruzione (infiltrazioni, risalita capillare, ponti termici) e cattiva conduzione dell’appartamento da parte di chi ci abita  (comportamenti abitativi scorretti).

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Una diagnosi strumentale, in particolare la termografia infrarossi, è essenziale per distinguere le cause e pianificare interventi e contromisure efficaci.

L’umidità e la formazione di muffa in casa sono tra le patologie edilizie più diffuse e insidiose: compromettono comfort, efficienza energetica e salute.

Per un blog tecnico sulla termografia edile, è utile far capire come distinguere  le cause strutturali da quelle legate alla gestione dell’appartamento, perché le soluzioni da adottare nei due casi sono assai diverse.

Si noti che “tra le righe” si sta dicendo che la presenza di persone dentro una casa  è sempre causa di aumento dell’umidità all’interno della stessa.

In altre parole una casa abitata tende ad essere più umida di una disabitata, proprio a causa della presenza umana.

 

Umidità causata da difetti strutturali e/o impiantistici.

    • Risali­ta capillare: umidità dal terreno che risale nelle murature; tipica negli edifici privi di barriera al vapore o con degrado delle impermeabilizzazioni del pavimento. Si manifesta ai piani interrati o al piano terra.

    • Infiltrazioni meteoriche: fessure, coperture danneggiate, bocchettoni o giunti esterni che lasciano passare acqua piovana.

    • Ponti termici: discontinuità nell’isolamento che causano superfici fredde dove si condensa il vapore interno; favoriscono muffe superficiali e interstiziali.

    • Difetti di involucro e isolamento: pareti troppo sottili, mal isolate (con alta trasmittanza termica U) o giunti non a tenuta che abbassano la temperatura superficiale dei muri perimetrali esterni e aumentano il rischio di condensa interna.

    • Riscaldamento insufficiente: caldaia, pompa di calore, termosifoni radiatori che non riescono a mantenere dentro casa le giuste condizioni termoigrometriche. La temperatura resta troppo bassa e l’ umidità troppo alta (oltre 60%). Il vapore d’acqua presente nell’aria si condensa sui muri freddi.
    •   Umidità di costruzione non risolta: edifici recenti con umidità residua nei materiali che non è stata adeguatamente asciugata prima della chiusura e della consegna dei locali. Talvolta tubi di acqua fredda non isolati termicamente, che fanno condensare l’umidità dell’aria e creano gocciolamenti.

Questo tipo di cause è attribuibile a chi ha costruito la casa, o alla Ditta che ha effettuato la ristrutturazione.

Umidità causata da cattiva conduzione (uso) dell’appartamento

    • Ventilazione insufficiente: ambienti ermetici senza ricambio d’aria favoriscono accumulo di umidità interna e condensa. Tenere le finestre chiuse e non consentire un corretto ricambio d’aria (magari perché si teme di raffreddare casa) è il grande errore classico. La VMC è spesso la soluzione raccomandata.

    • Comportamenti abitativi sbagliati: docce senza poi spalancare la finestra del bagno, asciugatura di panni in casa, tante persone in ambienti piccoli (o tanti clienti in un negozio), molte piante verdi con vasi e sottovasi, cottura dei cibi senza coperchi né cappa estraente collegata all’esterno, aumentano l’umidità relativa dentro gli ambienti.

    • Impianti mal bilanciati: cappe, ventilatori o sistemi HVAC mal regolati che creano depressione o flussi d’aria errati possono peggiorare la distribuzione dell’umidità.
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Questo tipo di cause sono attribuibili a chi vive dentro la casa. 

Il proprietario, senza saperlo, favorisce l’aumento dell’umidità interna e dunque lo sviluppo della muffa.

Chi ha costruito l’edificio o ristrutturato l’appartamento l’edificio non ha responsabilità.

Si noti che in molti casi, le cause di umidità e muffa dentro casa possono essere di tipo “ MISTO ” ossia dovute sia a problemi strutturali che ad errori comportamentale  attribuibili a chi ci vive dentro. In altre parole: un pò è colpa della struttura edilizia ma un pò è anche colpa anche di chi ci vive dentro.

In ogni caso, tassi di umidità relativa superiori al 60% aumentano fortemente il rischio di muffa. Se si arriva al 65-70% di umidità relativa, per varie ore al giorno, il rischio muffa diventa quasi una certezza.

Ovviamente chi “usa male la casa” non ne è cosciente né consapevole, ed in buona fede negherà la sue responsabilità.

Se poi malauguratamente il tecnico, in base alle prove raccolte, attribuirà la causa delle muffa ed umidità alla cattiva conduzione (invece che a difetti strutturali o infiltrazioni condominiali), è praticamente certo che l’usuario della casa la prenderà male: si indispettirà sentendosi oltraggiato, negherà l’evidenza fino alla morte, ed attribuirà   – irrazionalmente – le cause dei suoi problemi di muffa al terrazzo del vicino del piano di sopra, vicino che da anni già detesta per altri motivi.

È assurdo ed irrazionale, ma così è la vita !  

In casi simili sarà dura farsi pagare la consulenza . . .

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Diagnosi termografica con termocamera professionale.

La termografia individua ponti termici, aree fredde e percorsi di umidità superficiale senza demolizioni; va integrata con misure igrometriche e prove invasive quando necessario per distinguere condensa superficiale da umidità strutturale.

Soluzioni e priorità d’intervento

    • Prima fase diagnostica: termografia + igrometria + ispezione visiva; serve definire se il problema è strutturale (dovuto alla struttura) oppure gestionale (dovuto a chi abita la casa).

    • Interventi strutturali: risanamento murature, barriera al vapore, ripristino impermeabilizzazioni, correzione ponti termici con isolamento termico addizionale localizzato.

    • Interventi gestionali: migliorare ventilazione naturale o installare VMC; educare gli occupanti su corretta asciugatura panni, aerazione quotidiana e uso di cappe aspiranti/espellenti

    • Manutenzione: controlli periodici per prevenire ricomparse.

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Conclusione

Per risolvere problemi di umidità e muffa serve un approccio integrato: diagnosi strumentale (termografia) per identificare difetti strutturali + misure della umidità + correggere comportamenti sbagliati e dannosi .

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Mini caso studio reale.

Roma, zona Boccea, gennaio 2026.

Termografia reale di una parete affetta da infiltrazioni provenienti dall’esterno.

Esempio di umidità/infiltrazione di acqua dovuta a causa strutturale.  Qui piove dal tetto !

Il conduttore non ha responsabilità. 

Si dovrà intervenire con una Ditta di Costruzioni: fare una demolizione esplorativa localizzata e poi dei lavori di impermeabilizzazioni nel punto in cui si è scoperta l’infiltrazione.

infiltrazione acqua roma
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Se abiti a Roma o nel Lazio e sei stanco di vedere le pareti della tua camera da letto annerite dalla muffa, non agire per tentativi. 

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FAQ Domande Frequenti sulla Umidità

 

D: Quali sono le principali cause strutturali dell’umidità in casa?

R: Le cause strutturali più comuni includono la risalita capillare dal terreno (se ti trovi al piano terra), infiltrazioni meteoriche da fessure,  tetti, bocchettoni danneggiati, e i ponti termici (zone non isolate dove il calore si disperde), che causano la condensa del vapore d’acqua e la successiva formazione di muffa.

D: La muffa può dipendere da come io uso l’appartamento?

R: Sì, anche. Comportamenti come la scarsa ventilazione dell’appartamento (tenere finestre chiuse), l’asciugatura dei panni in stanze chiuse, l’assenza di cappe aspiranti in cucina e docce prolungate senza ricambio d’aria aumentano l’umidità relativa. Se questa supera costantemente il 70%, la formazione di muffa è quasi certa ed in tal caso deriva dalla cattiva conduzione dell’appartamento.

D: Come posso capire se la muffa dipende da oppure della casa?

R: La soluzione più efficace è una diagnosi professionale tramite termografia infrarossi. Questa tecnica permette di visualizzare i ponti termici e le zone fredde dell’involucro edilizio, distinguendo chiaramente tra un difetto strutturale di isolamento e un eccesso di umidità ambientale dovuto al mal uso dei locali.

D: Cos’è il ponte termico e perché favorisce la muffa? 

R: Il ponte termico è un punto della struttura (come travi o pilastri non isolati) dove il calore esce più velocemente. Queste zone diventano fredde e, quando incontrano l’umidità interna, causano la “condensa superficiale”, l’habitat ideale per la crescita delle muffe. Il vapore d’acqua condensa e diventa acqua a contatto con i muri perimetrali esterni che sono più freddi.

D: La ventilazione meccanica controllata (VMC) aiuta contro l’umidità?

R: Certamente si. Nei casi in cui la ventilazione naturale non sia sufficiente o possibile, l’installazione di sistemi di VMC garantisce un ricambio d’aria costante e controllato, eliminando l’eccesso di vapore acqueo e prevenendo la condensa che sono i veri responsabili della muffa. La VMC è’ un ottimo rimedio !

D:Perchè la candeggina (varechina) non risolve il problema della muffa sui muri?

R:La candeggina è un biocida superficiale a base di cloro. Elimina la macchia visibile (fungo) ma non agisce sulla causa profonda. Se la causa della muffa è strutturale (come una infiltrazione di acqua o un ponte termico), l’umidita continuerà a nutrire le spore di muffa rimaste in profondità nel muro, portando alla ricomparsa della muffa sul muro in breve tempo. Ammoniaca, wc-net, aceto ed intrugli casalinghi della nonna danno risultati analogamente insoddisfacenti e non duraturi.

D:Perchè la pittura antimuffa non risolve i problemi di umidità e muffa?

R: Perché non risolve la causa alla radice e dà risultati quasi sempre  poco durevoli. In altre parole dopo aver eliminato manualmente la muffa e poi ridipinto è assai probabile che la  muffa si ripresenti  l’anno successivo, proprio perché una semplice pittura non è in grado di intervenire sulle cause primarie della muffa che sono sempre alta umidita, condensa e temperature basse dentro casa. La pittura antimuffa non da risultati definitivi, ma al massimo transitori e poco durevoli. Sono soldi spesi invano.

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